Camera Arbitrale - Azienda speciale CCIAA Roma

La convenzione di arbitrato

Home CCIAA
Logo Camera Arbitrale
Arbitra Camera - azienda speciale della CCIAA
Home » Approfondimenti » Articoli » La convenzione di arbitrato

Primo Piano

Arbitra Camera - Azienda speciale della C.C.I.A.A. di Roma per l’Arbitrato ....
Si avvisa l'utenza che, a partire dal 01.01.2017, i versamenti a favore di Arbitra ....
Si comunica che dal 1° luglio p.v., la Camera Arbitrale di Roma cambia la propria ....
Si comunica che dal 3 marzo 2016 la Camera Arbitrale di Roma ha un nuovo numero telefonico: ....
La Camera Arbitrale Informa
Form di contatto
Vai al sito istituzionale CCIAA di Roma
La convenzione di arbitrato

Convenzione di arbitrato” è un’espressione utilizzata dal D.lgs. 2 febbraio 2006 n. 40 che ha modificato le norme del codice di procedura civile in materia di arbitrato.

Con tale locuzione, infatti, si intende fare riferimento alla regolamentazione intervenuta tra le parti in base alla quale queste stabiliscano di affidarsi ad una forma di giustizia privata, di tipo arbitrale, anziché alla giustizia statale, per risolvere una o più controversie che dovessero insorgere o che siano insorte tra le parti medesime.

Il legislatore ha introdotto una categoria ampia in cui può essere ricompreso il compromesso e la clausola compromissoria.
Il legislatore ha, inoltre, dedicato una specifica norma alle “convenzioni di arbitrato” in materia non contrattuale, in tal modo consentendo alle parti di poter compromettere in arbitri anche liti future extracontrattuali.

La clausola compromissoria generalmente è inserita all’interno di un contratto concluso tra le parti o in un documento separato e precedente all’esecuzione del contratto; consiste in un accordo preventivo con cui le parti si impegnano a compromettere in arbitri eventuali future controversie che dovessero sorgere in relazione al contratto.

Il compromesso, invece, è un accordo diretto a risolvere le controversie già esistenti.

La norma contenuta nell’art. 808 quater c.p.c. prevede in tema di interpretazione che “nel dubbio, la convenzione d’arbitrato si interpreta nel senso che la competenza arbitrale si estende a tutte le controversie che derivano dal contratto o dal rapporto cui la convenzione si riferisce”.
È evidente che la norma di cui all’art. 808 bis c.p.c. amplia la competenza degli arbitri, evitando così il ricorso all’autorità giudiziaria per la soluzione di eventuali questioni connesse e/o interpretative.

La convenzione arbitrale in materia non contrattuale deve risultare da atto avente la forma richiesta per il compromesso che, in base all’art. 807 c.p.c., deve essere redatto per iscritto e determinare l’oggetto della controversia a pena di nullità. “La forma scritta s'intende rispettata anche quando la volontà delle parti è espressa per telegrafo, telescrivente, telefacsimile o messaggio telematico nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la trasmissione e la ricezione dei documenti teletrasmessi”.

Elemento essenziale della convenzione di arbitrato è l’accordo delle parti da cui emerga che queste intendono rinunciare alla giurisdizione ordinaria rimettendo la decisione della lite agli arbitri. È essenziale, altresì, che siano individuate le controversie che dovranno essere decise dagli arbitri.

Un esempio è il seguente: “Tutte le controversie derivanti dal presente contratto, comprese quelle relative alla sua validità, interpretazione, esecuzione e risoluzione, saranno devolute ad un arbitro unico, in conformità del Regolamento per Arbitrato della Camera Arbitrale di Roma, che le parti dichiarano di conoscere ed accettare interamente. L'arbitro procederà in via rituale e secondo diritto”.

Le parti devono riconoscere il carattere di “definitività” del lodo, che è sottratto ad ogni impugnazione, salvo quella espressamente prevista dall’art. 827 c.p.c. e cioè per nullità, per revocazione e per opposizione di terzo.

Con riferimento al contenuto della convenzione di arbitrato, emerge dall’esempio di cui sopra che le parti possono scegliere anche il tipo di arbitrato e cioè ad hoc oppure amministrato.

Nell’arbitrato ad hoc le parti possono scegliere liberamente la legge applicabile al procedimento, mentre nell’arbitrato amministrato (l’esempio fa riferimento proprio a questo ultimo caso) si fa riferimento ad un’istituzione arbitrale e le parti devono conoscere il relativo regolamento.

Nella convenzione di arbitrato è opportuno stabilire il numero degli arbitri nonché il meccanismo di nomina degli stessi. Per esempio: “Tutte le controversie derivanti dal presente contratto, comprese quelle relative alla sua validità, interpretazione, esecuzione e risoluzione, saranno risolte, indipendentemente dal numero delle parti, da un Collegio di tre arbitri, uno dei quali con funzioni di Presidente, nominati direttamente dalla Camera Arbitrale di Roma, il cui Regolamento per Arbitrato Nazionale le parti dichiarano di conoscere ed accettare interamente. Gli arbitri procederanno in via rituale e secondo diritto”.

Deve essere indicata anche la sede dell’arbitrato nonché le norme che gli arbitri dovranno osservare nel corso del procedimento.

- Inizio della pagina -

Copyright © 2009 Arbitra Camera / Azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma
Iscritta al n. 44 del Registro degli Organismi di mediazione tenuto presso il Ministero della Giustizia
C.F./P.IVA 08790001005

Il progetto Camera Arbitrale - Azienda speciale CCIAA Roma è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it