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Divisione ereditaria

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Divisione ereditaria

Caso pratico in tema di divisione ereditaria

TIZIO, CAIO e SEMPRONIO ricevono per testamento sette immobili di cui 4 appartamenti e 3 terreni. Due appartamenti sono situati in Roma in centro storico. Uno ad Ansedonia e uno a Rapallo.

Due terreni edificabili si trovano, invece, a Velletri e il terzo terreno agricolo si trova in Sicilia.

Tizio ha due figli dell'età di 14 e 17 anni, quest’ultimo si vorrebbe iscrivere in una prestigiosa Università romana.
Caio non è sposato e ha un'impresa di costruzione.
Sempronio è prossimo alle nozze con Sempronia.
Tizio, appena separato, intende trasferirsi a Milano dove lavora per una importante Banca d'Affari, lavoro che però lo porta molto spesso a Roma.
Tizio, Caio e Sempronio non si mettono d'accordo sulla divisione (e non sono d'accordo sul valore degli immobili) e, pertanto, su suggerimento dei loro legali e volontariamente, non essendo la mediazione obbligatoria in base a quanto statuito dalla sentenza della Corte Costituzionale del 2012, si rivolgono ad un organismo di mediazione.

Il mediatore, dopo avere constatato la presenza dei legali delle parti ed in particolare la presenza di un ingegnere amico di Tizio, ribadisce alle parti la natura riservata ed informale della procedura, nonché il suo ruolo di amichevole compositore della controversia, dando anche atto dell’importanza dei consulenti presenti auspicando la loro collaborazione per il buon esito della mediazione.

Il mediatore, dopo aver dato spazio nella sessione congiunta alle parti, si rende conto che un aspetto determinante della lite riguarda il valore dei beni e gli eventuali conguagli.

A tal proposito risulta determinante la presenza dei legali in quanto, ben consci della necessità, per definire la controversia, di determinare i valori dei beni tramite una consulenza ai fini della divisione e della determinazione delle porzioni, convengono sull’opportunità di procedere ad una perizia tramite un consulente scelto da tutte le parti di comune accordo dichiarando ed impegnandosi all’esito della stessa di accettare il valore dei beni così come determinati.

La risoluzione del caso non può essere risolta in un solo incontro e necessita di un rinvio per consentire al tecnico nominato dalle parti di comune accordo di effettuare la consulenza e determinare i valori dei singoli beni.

Al secondo incontro, il mediatore nelle sessioni riservate attraverso domande esplorative, riesce a fare emergere i reali interessi delle parti anche in ragione delle prospettive future di ognuno di loro ed in ragione dei valori attribuiti dalla consulenza.

Al termine delle sessioni separate è emerso che è interesse di Tizio mantenere la proprietà di uno degli immobili siti in Roma, è interesse di Caio mantenere la proprietà dei terreni di Velletri e l’appartamento in Rapallo, è interesse di Sempronio mantenere la proprietà del terreno in Sicilia, nonché l’immobile ad Ansedonia e a Roma conguagliando.
In ragione della diversità dei valori delle porzioni da assegnare, le parti convengono di determinare i conguagli in base a quanto stabilito nella perizia nonché le modalità di pagamento.
All’esito dell’incontro le parti stabiliscono le modalità con cui addivenire alla divisione impegnandosi a redigere l’atto di divisione presso un Notaio di fiducia.

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